RITRATTI e STORIE

Elio Pecora

Elio Pecora

Autoritratto

Questi che porto addosso e mi dà il nome
con quanta più grazia chiamerei
se non dovessi subirne gli errori,
i subbugli, le angustie, le paure.

Pure, a volte, mi piace: quando smette
di scandagliare i cieli e le immondizie  
e siede nell’istante, guarda intorno,
ancora si stupisce, s’innamora.

Residuo di una razza sgangherata
la superbia gli inarca i sopraccigli,
morbide labbra di angelo apprendista,

naso a vela nel vento, piedi sciolti,
e nel frastuono modula parole,
socciude porte dentro lo sgomento.