RITRATTI e STORIE

Giovanni Giudici

Giovanni Giudici

Il ritratto

Il ritratto che qui vedete
Le mani schiuse nelle mani
E lo spento aspettare senza quiete
Arreso a fantasmi lontani

Lo osservano il visitatore o un amico
Domandano chi è vanno oltre
O udito il nome <oh> dicono
Ma tacciono il più delle volte

Forse curiosi al pensiero se sia
Un piccolo parente senza storia
O passione castissima di una zia
Morta giovane in sua memoria

Quasi postuma onoranza
Offrendo a quei gentili affanni
In pre-sepolcrale sembianza
L’amore sfatto dagli anni

Ma niente di tutto questo -
Perché nel ritratto è effigiato
Appena un vecchio Maestro
Messo in disuso benchè amato

Che poi non si ha più coraggio
Di farlo sparire in disparte
Tradita madonna di maggio
Vacilla la fede nell’arte

Mio ritratto che qui vedete
Le desolate mani nelle mani
E l’inerme nerezza senza quiete
Ingenuo a orrori lontani.