Il ritratto
Il ritratto che qui vedete
Le mani schiuse nelle mani
E lo spento aspettare senza quiete
Arreso a fantasmi lontani
Lo osservano il visitatore o un amico
Domandano chi è vanno oltre
O udito il nome <oh> dicono
Ma tacciono il più delle volte
Forse curiosi al pensiero se sia
Un piccolo parente senza storia
O passione castissima di una zia
Morta giovane in sua memoria
Quasi postuma onoranza
Offrendo a quei gentili affanni
In pre-sepolcrale sembianza
L’amore sfatto dagli anni
Ma niente di tutto questo -
Perché nel ritratto è effigiato
Appena un vecchio Maestro
Messo in disuso benchè amato
Che poi non si ha più coraggio
Di farlo sparire in disparte
Tradita madonna di maggio
Vacilla la fede nell’arte
Mio ritratto che qui vedete
Le desolate mani nelle mani
E l’inerme nerezza senza quiete
Ingenuo a orrori lontani.
