RITRATTI e STORIE

Roberto Carifi

Roberto Carifi

Un fragile barlume
fascia di sangue le carte abbandonate,
un’ombra avvolge le cose del pensiero,
i consueti arnesi del tormento,
apro la Metafisica di Jaspers
e dentro leggo il nostro naufragio,
la nudità insensata del tuo sguardo spento.
Di questa vita, penso, non c’è che il nulla
appreso dai passi che non sento,
dalla voce che ha smarrito il suono,
dal povero animale che nell’occhio opaco
specchia la mia penombra.
Se in quella vuota alterità cercassi l’anima
vi troverei la mia deserta e ammutolita,
questo mi resta della vita,
un sordo lamento che mi sveglia
alla gelida insonnia del destino,
anche se vecchio l’orfano
ha un pianto di bambino.